Come formare un’alleanza e sovvertire lo status quo

Questo video riassume perfettamente la mia sensazione dello scenario politico che mi circonda.
La guerra della Repubblica contro l’Impero di Darth Vader.
Ma anche no.
In fondo è solo una geniale improvvisazione per distrarre i passeggeri della Subway di New York.

I geni sono loro.

luglio 27, 2010   No Comments

Oggi sono passata in edicola

Mi conforta sapere che tutti hanno la stessa visione, pur da prospettive diverse.

maggio 27, 2010   2 Comments

C’e’ solo l’Inter

Ricordo bene il giorno in cui decisi di tifare Inter.
Avevo cinque anni e mezzo e fu colpa di mia madre “non vorrai tifare per il Milan??? l’Inter e’ molto meglio!!” con la fiducia incondizionata che puo’ avere una bambina di quell’eta’ per la mamma, feci la mia scelta.
Non immaginavo certo che tifare Inter si sarebbe rivelata una scuola di vita.
Ricordo, pochi anni dopo, quel giorno dell’89 in cui – sempre con mia madre- bandiera in mano percorsi festeggiando tutta via Torino fino al Duomo.
Ma a parte quella fugace parentesi, tifare Inter ha rappresentato per tutta la mia adolescenza e gran parte della gioventu’ un atto di fede, un gesto di speranza stoica, a dispetto dell’evidenza: di fronte gli amici che ti sfottono, che si fanno beffe senza alcun rispetto per il tuo dolore, per la tua frustrata incredulita’, sbandierando i successi ripetuti delle loro squadre, non perdono occasione per rinfacciarti che all’Inter tutti i fenomeni diventano fenomeni al contrario.
Di fronte a tutto cio’ abbiamo imparato a mantenere un imperturbabile aplomb, guardare da un altra parte, dissimulare, continuando a credere, a sperare oltre ogni evidenza che l’occasione si sarebbe presentata. E rispondere, guardando lontano, fracristoforamente “….verra’ il giorno….!”
Altro era crederci, ovviamente: quante volte ho pensato di smettere di seguire il calcio e non ci sono riuscita!
Perche’ in fondo aveva qualcosa di terribilmente affascinante sentirsi eroi incompresi, sfortunati, ai margini della societa’ calcistica, ma fiduciosi oltre il buonsenso. E’ qualcosa che ha segnato nel profondo tutti gli interisti della mia generazione: la fedelta’ a oltranza, la speranza a dispetto di ogni evidenza.
Nel frattempo sono passati anni di tifo per la nazionale- dopo la coppa del mondo dell’82, quando mio nonno mi porto’ in Duomo a festeggiare- la finale di Pasadena e soprattutto quella di Berlino, che certo hanno regalato grandi consolazioni anche a noi Interisti.
E sono passati amori che sembravano tali e che invece erano calessi uno dietro l’altro: vogliamo nominare Ronaldo? o piu’ recentemente Ibra? o tutti gli allenatori-miracolo che si sono avvicendati su una panchina che sembrava stregata?
E invece no, non immaginavamo che il giorno tanto agognato sarebbe giunto per mano di un uomo che molti interisti all’inizio non amavano e guardavano con diffidenza (io l’ho amato da subito perche’ e’ un gran figo, al di la’ delle ragioni calcistiche) e attraverso i piedi di un campione straordinario e umile, che non ha mai avuto il ruolo di prima donna, ne’ ha mai giocato in squadre di grande visibilita’.

Due gol spettacolari, ieri sera, di quelli che ti sembra che siano nati da qualche parte nel tuo stomaco, non dal passaggio di un compagno, da tanto ti sembra di esser li con lui, che fa quei movimenti perfetti: due gol che fanno scatenare la follia, l’incredulita’, il pianto, lo shock.

E’ Grande Slam.

Nessuno di noi -quando da ragazzini sopportavamo sentendoci pierino gli scherzi deli amici- ha mai osato sognare tanto, tre titoli inanellati a ritmo di corazzata in qualche settimana, in un crescendo costante di aspettative, meritatissimi e sudati – tutti – con pari determinazione e impegno.
Dopo anni di scuola di vita, l’Inter ha saputo regalarci la lezione finale: che in fondo al tunnel c’e’ la luce, che non bisogna mai mollare, neanche di fronte all’evidenza.

La notte che ha vissuto Milano – festa e delirio nelle strade, persone che si abbracciano ebbre di gioia e di incredulita’- compensa ogni lacrima, ogni cocente delusione, ogni umiliazione ingoiata e regala molto molto di piu’: la consapevolezza che il giorno, alla fine, arriva.

Una notte che ho vissuto -tra canti e lacrime- per le strade di Milano con mia madre: un cerchio che si chiude.
Grazie mamma, per avermi fatto scegliere l’Inter, tanti anni fa.
Nessun’altra squadra al mondo avrebbe potuto regalarmi una gioia cosi’ immensa.

C’e’ solo l’Inter.

maggio 23, 2010   3 Comments

Tag:Accountability

Ogni singola parola da conservare e ricordare.

maggio 21, 2010   No Comments

Il paradigma di un futuro da costruire

Magistrale Nicola Pasini sulla Newsletter di oggi del CFP :

Lo schieramento liberale (in taluni paesi identificabile con quello conservatore) enfatizza l’esercizio dei diritti civili conferiti dallo stato nel difendere i diritti del cittadino nel contrattare liberamente con gli altri cittadini, con le imprese pubbliche e private e con la pubblica amministrazione.
….
Nell’Europa occidentale, pur con modalità differenti a seconda dei diversi contesti nazionali, è ormai consolidato lo studio sugli indicatori di performance relativamente ai diversi settori: scuola, sanità, assistenza, previdenza, trasporti, beni pubblici quali acqua, gas, elettricità, altri servizi pubblici forniti direttamente dalla pubblica amministrazione centrale o dati in concessione dagli enti locali. L’attenzione è sempre più concentrata sulla dimensione della qualità del servizio pubblico e le risposte ai bisogni degli utenti nell’offerta dei servizi pubblici tengono conto, più che nel passato, dell’importanza delle domande specifiche alla luce di una maggiore partecipazione e capacità dell’utenza stessa nel definire il tipo di servizio e le diverse priorità.
Tuttavia, pur nella consapevolezza della profonda crisi dei sistemi universalistici di welfare e dell’incapacità del solo meccanismo di mercato di risolvere i problemi di benessere collettivo e di giustizia sociale, non si è ancora consolidato il nuovo ‘paradigma’ basato su di una maggiore autonomia degli attori individuali e collettivi, pubblici e privati, associati o meno: si tratta delwelfare societywelfare community.

Saranno, quindi, le situazioni concrete a verificare qual è l’assetto istituzionale migliore per l’erogazione e distribuzione di beni e servizi pubblici. In un periodo di welfare austerity, che sia questa la strada da percorrere? Agli utenti (sperimentatori attivi), l’ardua sentenza…



maggio 21, 2010   No Comments

Reality bites: Union Square, New York

New York è il posto dove, al di fuori dell’Italia, mi sento più a casa. Rappresenta al contempo la quintessenza dell’“americanità” ma è anche una città completamente diversa da tutto il resto degli States.

Il mio sentirmi a casa in questo Paese è legato al fatto che durante l’adolescenza ho trascorso lunghi periodi negli Stati Uniti. Questo ha prodotto tre effetti molto importanti : alcune delle mie piu care amicizie sono in Nord America; ho acquisito certe abitudini e gusti alimentari prettamente americani che fanno inorridire i miei amici europei (le gomme alla cannella, i marshmallows fusi, il gingerbread, i panini al burro d’arachidi, l’oatmeal cotto col latte freddo sopra e cose di questo tipo); e infine l’impronta piu’ forte che questo straordinario Paese – nonostante tutte le sue contraddizioni e i suoi lati oscuri- mi ha lasciato: la passione per l’arricchimento del capitale sociale.

Vi faccio un esempio: sabato tornavo da un brunch al Pastis, nel Meatpacking District. Un pranzo importante, riscaldato da un sole splendente, da una location indimenticabile e da un salmone selvaggio delizioso. Camminando giù da Avenue of Americas sono giunta in Union Square, forse la mia piazza newyorchese preferita: mi à sempre sembrata un po’ il cuore della New York più vera, più popolare.

In Union Square c’è uno di quei megastore di libri a 4 piani dove da piccola sognavo di rimanere chiusa di notte (si, ero parecchio nerd da piccola… e secondo qualcuno lo sono tuttora!): un tempio della carta stampata. Volevo comprare la Zagat 2010 e facendo un giro ai piani superiori sono rimasta colpita dall’immagine di spazi enormi pieni di persone sedute sulla moquette a leggere libri.

Questa è esattamente la quintessenza dello spirito americano e la ragione per cui amo questo Paese: la libertà, la democrazia e il senso di condivisione che emergevano da quell’immagine sono la migliore rappresentazione del capitale sociale. E’ del tutto normale leggere i libri nella libreria e nessuno dei commessi o dei proprietari si sognerebbe di impedirlo, anzi gli spazi liberi e la moquette sono fatti apposta per favorire queste aggregazioni silenziose. L’idea è quella che se io ti faccio un favore oggi, se ti do un posto dove leggi liberamente, tu un giorno ti ricorderai di quel gesto e lo contraccambierai: nel caso della libreria, probabilmente comprerai volentieri un libro qui piuttosto che altrove.

Non è un esempio straordinario di democrazia e di condivisione questo? E’ favorendo e intensificando legami tra le persone di questo tipo che anche noi in Europa possiamo aumentare il nostro capitale sociale, che si tradurrà in migliori opportunità per i cittadini e quindi in una società più forte, più ricca, più solidale.

maggio 14, 2010   1 Comment

150 anni e non sentirli

Inutile ? Retorico?

Sarà che sono un’inguaribile romantica, ma io -l’unità d’Italia- la festeggio.

W  l’Italia!!! W l’unità d’Italia!!! W gli Italiani!!! Grazie Presidente Napolitano!!!

maggio 5, 2010   No Comments

The New World

E’ strano aggirarsi tra le mura luminose di questa nuova casa, ma allo stesso tempo mi sento gia’ a mio agio.

Anche qui continuerete a trovare -come su linnea.biz- le cose che mi piacciono, che mi appassionano, ma anche quelle che mi fanno arrabbiare. Ma non solo. Da oggi inizio un racconto nuovo della mia vita sul web: piu’ da attrice – meno da spettatrice.

Tra una settimana debuttera’ online pazienti.org, il servizio che ho creato insieme ad un team eccezionale, gemellato con il progetto inglese PatientOpinion. La pagina provvisoria di pazienti.org e’ gia’ online: vi invito da subito a raccontare le vostre storie, saranno pubblicate per prime settimana prossima!

Nei prossimi giorni portero’ pazienti.org a New York prima del lancio per… preparavi una sorpresa. Non perdete gli aggiornamenti dal Nuovo Mondo!

maggio 3, 2010   1 Comment

Ricordando L’Aquila

Molte cose restano, del tempo che ho trascorso al campo di Coppito, L’Aquila, pochi giorni dopo il 6 Aprile 2009: il ricordo della terra che tremava ancora, senza preavviso, di continuo. Le case di Onna e i pezzi di vita che affioravano qua e la’. I volontari, i miei compagni, persone eccezionali con molte delle quali ho stretto amicizie durature. Ma soprattutto i volti e gli occhi degli aquilani, che non posso dimenticare:  quello sguardo di chi non sa dove dormira’ domani.

Di seguito i 7 post in cui raccontai, al mio rientro, quell’esperienza:

(se non avete tempo, leggete solo il quinto, quello sull’Ospedale San Salvatore. E’ piu’ che sufficiente)

L’arrivo

I volontari

Il campo

Il flusso di aiuti

L’ospedale

Le case

Andarsene

Qui l’album di foto che nei pochi momenti liberi feci in quei giorni.

Ieri ho ricevuto gli auguri pasquali del dr. Gallo, il collega di Coppito con cui ho collaborato in quei giorni, incluso quello di Pasqua 2009: non manca mai di farmi una telefonata, quando c’e’ qualche ricorrenza,  per mostrare una riconoscenza che non credo di meritare. Le emozioni rimaste a me, di quei giorni, sono una ricchezza che non si esaurisce nel tempo.

aprile 5, 2010   No Comments

Dichiarazione di voto

Di questi tempi è già tanto andare a votare.

Grazie a Pierluigi.

marzo 29, 2010   No Comments