A Stazione Futuro nove mesi di innovazione: l’Italia del domani è più vicina.

Stazione-futuro

Stazione Futuro, la mostra curata da Riccardo Luna che alle Officine Grandi Riparazioni ha raccontato l’Italia del domani, è terminata il 20 novembre.

Per  nove mesi, nell’ambito delle celebrazioni torinesi di Esperienza Italia per il 150° dell’Unità del Paese, Stazione Futuro ci ha fatto scoprire l’innovazione tutta italiana e i progetti che in diversi campi, dall’energia alla medicina, passando per il mondo del lavoro, faranno parte dell’Italia del domani.

Attraverso il blog abbiamo raccontato alcune tra queste idee firmate rigorosamente da italiani, e le iniziative legate alla mostra, come i diversi laboratoriWorking Capital Premio Innovazione Italiana con il suo Tour dei Mille, all’interno del progetto dell’aggregatore di Esperienza Italia.

Un progetto che ha raccolto e continua a raccogliere le voci dei blogger selezionati per raccontare le mostre che si sono tenute alle OGR e che si tengono tuttora alla Reggia di Venaria.

Anche questa collaborazione con il mondo della blogosfera è certamente segno di una volontà di comunicare queste celebrazioni in maniera innovativa, al fine di raggiungere il pubblico con tutti i mezzi, non solo quelli tradizionali.

La speranza è che occasioni come questa si ripetano, per dimostrare agli stessi italiani che i giovani italiani stanno contribuendo alla crescita del Paese proprio da qui.

dicembre 6, 2011   No Comments

A Stazione Futuro torna Italian Sessions, e si parla di donne

Italian SessionsGiovedì 17 novembre torna all’interno della mostra Stazione Futuro il ciclo di incontri Italian Sessions. Riflettere sul domani per rifare l’Italia, ideato da Scuola Holden e Telecom Italia, che accoglie scrittori, intellettuali, imprenditori, sportivi e personaggi dello spettacolo per ripensare l’Italia alla luce delle sfide del futuro!

Il terzo appuntamento, ha il nome Italia: Femminile plurale. Controcanto sul futuro ed è in programma domani 17 novembre dalle 18,30.

Come si intuisce dal titolo, al centro del dibattito: le donne. La domanda che questa volta verrà posta agli ospiti è infatti: come possono il pensiero e l’agire femminile essere il cuneo del cambiamento di cui la nostra società – e il nostro Paese in primis – ha bisogno?

Ma chi saranno questa volta gli ospiti? Dopo aver ospitato Soldini, Farinetti, Lella Costa e tanti altri, questa volta il palcoscenico vedrà presenti la famosa torinese doc Luciana Littizzetto, i filosofi Nicla Vassallo Armando Massarenti, il giornalista e scrittore Antonio Mancinelli, la Marketing manager Chiara Medioli, la scrittrice Giulia Carcasi e le imprenditrici Francesca Sarti Lola Toscani. La regia della serata è a cura di Roberto Tarasco.

L’ingresso è gratuito per chi visita Stazione Futuro, ma per chi non potesse proprio partecipare, Italian Sessions si può anche seguire in diretta streaming attraverso il sito ufficiale dell’iniziativa, www.italiansessions.it.

novembre 16, 2011   No Comments

Il Tour dei Mille in chiusura torna a Stazione Futuro

Il Tour dei MilleIl Tour dei Mille torna a Torino, nella mostra dedicata all’innovazione, Stazione Futuro, dove l’iniziativa ha avuto inizio nel mese di marzo, per la finale di Working Capital-Premio Nazionale Innovazione.

Il 18 novembre si conosceranno infatti finalmente  i vincitori dei finanziamenti per progetti di ricerca (Grant) e d’impresa (Seed) scelti tra i 2.139 innovatori che hanno caricato la propria idea su questo sito.

Sarà possibile così scoprire chi si aggiudicherà i 2,5 milioni di euro messi in palio complessivamente da Telecom Italia, Comitato Italia 150, Regione Piemonte, Fondazione CRT e Quantica che ha messo a disposizione un milione di euro per la migliore start-up e scopriremo quali giovani startup saranno selezionate per accedere al corso di alto livello all’Università della Svizzera Italiana di Lugano e al London Camp, un programma di full immersion di una settimana per Executive MBA e Studenti MBA organizzato da Finance Channel e MIP(la scuola di Management del Politecnico di Milano) in collaborazione con UK Trade & Investment ed una prestigiosa Business School di Londra.
Una giornata ricca di sorprese che vedrà la partecipazione di tanti ospiti importanti… durante la mattinata la premiazione dei progetti Grant mentre nel pomeriggio quella dei Seed, la sera poi ci sarà la serata Working Capital-PNI.

Il 18 e il 19 novembre poi Stazione Futuro ospiterà tutti i progetti dei 150 finalisti, in una piccola mostra che racconterà le idee con cui vogliono cambiare l’Italia, e i manifesti di tutti i progetti partecipanti a questa edizione.
Sabato 19, inoltre, incubatori di impresa pubblici e privati incontreranno gli innovatori che hanno partecipato a Working Capital-PNI, per aiutarli a sviluppare le idee proposte in Italia e all’estero.

L’ingresso all’evento è libero, ma è possibile registrarsi attraverso il sito di Working Capital.
Per chi non potesse partecipare, non è il caso di scoraggiarsi, è possibile seguire l’evento in streaming dalle 10 del 18 novembre.

Ecco un riassunto del programma della giornata:
10:00-13:30 Piazza Italia: premiazione progetti Grant. Nella mattinata i comitati procederanno ad analizzare e selezionare i finalisti Seed, che verranno premiati nel pomeriggio.

14:30-18:00 Piazza Italia: premiazione progetti Seed.

Dalle 21:00 Serata Working Capital-PNI.

novembre 11, 2011   No Comments

A Stazione Futuro ‘Origami Design’, l’ultimo appuntamento con il laboratorio ‘Il riciclo della carta’

Il riciclo della cartaSabato 5 novembre a partire dalle ore 10.00 fino alle 17:30 all’interno di Stazione Futuro, la mostra dedicata alle innovazioni del domani italiano presso le Officine Grandi Riparazioni di Torino, si svolgerà il quinto e ultimo laboratorio dedicato al riciclo creativo della carta.
Il laboratorio è coordinato da Comieco, Consorzio Nazionale Recupero e Riciclo degli Imballaggi a base Cellulosica che ha lo scopo di  mettere in relazione le Amministrazioni Pubbliche e le realtà che sul territorio lavorano per il riciclo della carta. Si tratta dell’ultimo appuntamento di questo dopo gli altri già passati come Bici Pulper, Siamo tutti mastri cartai e Carte Animate, tutti laboratori a cui sono chiamati a partecipare soprattutto i bambini, perché pensati proprio per educare in modo leggero e fantasioso al riutilizzo della carta.
Nel corso di questo appuntamento, si insegna a costruire origami grazie alla presenza di Luisa Canovi, designer e titolare dello studio Origami-Do di Milano specializzato nella creazione di origami, sculture in carta e scenografie.
L’origami è l’arte giapponese del piegare la carta per ottenere figure di animali, fiori, scatole, oggetti, giochi, forme geometriche.
Durante il laboratorio si realizzeranno semplici modelli tratti dall’origami tradizionale giapponese e dall’origami contemporaneo occidentale utilizzando carta usata e stropicciata che si trova di solito comunemente in casa. Un mondo di cose da cercare, trovare e piegare dentro un foglio di carta.
Insomma un’interessante occasione per educare i più piccoli, gli italiani del domani!
Per partecipare al workshop è necessario acquistare il biglietto di entrata alla mostra.

novembre 2, 2011   No Comments

L’Italia nello spazio a Stazione Futuro: il quartiere ‘Lassù c’è un’altra Italia’

Lassù c'è un'altra ItaliaQuando ci si immagina il futuro, l’immaginazione vola sempre verso lo spazio, l’esplorazione, gli astronauti… non poteva quindi mancare a Stazione Futuro, la mostra che ci racconta l’innovazione nazionale un quartiere dedicato a questo argomento: ‘Lassù c’è un’altra Italia’.

Solitamente si parla di made in Italy per la moda, design, cucina… e pochi sanno che la capacità italiana di innovare si dimostra al meglio proprio nel settore aerospaziale. Molte componenti della Stazione Spaziale Internazionale, i veicoli esplorativi che spediremo su Marte,  e perfino il trapano che useremo per indagare gli asteroidi sono vere eccellenze made in Italy.

Ma è stato progettato in Italia anche il primo prototipo di casa lunare stampabile, e non dimentichiamo proprio gli astronauti: quest’anno il mondo celebra i 50 anni del primo lancio di un uomo nello spazio, e l’Italia per la prima volta ne avrà due in orbita: Paolo Nespoli e Roberto Vittori.

Perché continuiamo a fare missioni 41 anni dopo lo sbarco sulla Luna? Per tanti motivi, ma una cosa sembra certa: nei prossimi dieci anni troveremo un’altra Terra fuori dal nostro sistema solare.

Troviamo quindi il progetto  Robmob, un dimostratore di rover lunare, quel particolare mezzo progettato per aiutare gli astronauti a spostarsi sulla superficie del nostro satellite.
Il primo che sbarcherà su Marte lo farà non prima del 2030, ma in questo lunghissimo intervallo, l’esplorazione spaziale sembra affidata principalmente a questi rover che sono in grado di registrare e inviare a terra moltissimi dati utili.

E per chi sogna di vivere sulla Luna o su Marte, c’è COSMIC, un progetto per strutture abitative e industriali adatte alla vita umana. Si basa su apposite soluzioni di fabbricazione, manutenzione e riparazione; usa pannelli solari, per garantire l’apporto energetico, ed elementi strutturali prodotti con una tecnologia di sintesi a partire da materie prime come ilmenite e ossidi di ferro, estratte rispettivamente dal suolo lunare e da quello marziano. Una volta sbarcato sulla Luna o su Marte, l’uomo dovrà poter infatti utilizzare le risorse reperibili sul posto, senza trasportare tutto con grandi container.

E per chi pensa all’abbigliamento… C’è la tuta spaziale Dainese, che genera pressione attraverso la sola azione meccanica del materiale che la compone,  una tuta più leggera e comoda, che affatica l’astronauta molto meno di quelle tradizionali. Un sistema di sensori indossabili permette di monitorare i parametri fisiologici e ambientali e le attività metaboliche.
Perché non sappiamo quando andremo su Marte, ma è molto probabile che quando ci arriveremo vestiremo italiano: design più tecnologia proveniente dal mondo delle moto!

Il cammino è lungo per arrivare fino allo spazio… ma l’Italia si sta preparando al meglio per raggiungere la meta.

ottobre 10, 2011   No Comments

Stazione Futuro: ‘La terza pelle’, gli abiti del domani

La terza pelleA Stazione Futuro, la mostra dedicata all’innovazione ‘made in Italy’ che caratterizzerà il nostro futuro, non si parla solo di salute, mobilità, abitazioni, ma anche di… abbigliamento.

E’ il quartiere denominato ‘La terza pelle’, che racconta un settore che sta per essere certamente rivoluzionato dall’innovazione tecnologica: il tessile.

Presto infatti proveremo letteralmente ‘sulla nostra pelle’ le grandi potenzialità delle nanotecnologie.

Gli abiti avranno proprietà molto particolari e utili: magliette che si smacchiano semplicemente attraverso l’esposizione al sole, altre che monitorano lo stato di salute di chi le indossa, oppure altre ancora che potranno trasmettere un abbraccio a una persona cara lontana.

I brevetti in mostra sono tutti italiani e mostrano la volontà del nostro Paese di restare protagonista nel settore del tessile.

E allora scopriamo Hug Shirt, la maglietta elastica, con dei sensori e attuatori applicati al tessuto che si collegano via Bluetooth al telefono di chi la indossa, rendendo possibile scambiarsi abbracci virtuali: gli impulsi trasmessi agli attuatori della maglietta riproducono una stretta affettuosa. Se anche chi invia l’abbraccio ha una Hug Shirt, sfiorandola o “abbracciandosi” si farà sentire da qualcuno che si trova anche molto lontano. Altrimenti può sempre trasmettere quella sensazione grazie a comandi sms.

I tessili che si ripuliscono e igienizzano alla luce del sole sono invece i Tessuti Ceramizzati. La ceramizzazione consiste nell’applicazione di una pellicola ultrasottile di ossido di titanio che mantiene la traspirabilità, il colore del substrato in tessuto. Esposto ai raggi ultravioletti, il rivestimento scompone le sostanze organiche depositate sulla superficie, trasformandole in acqua e anidride carbonica. Oltre a ridurre inquinanti e cattivi odori, l’uso di questo prodotto frenerà la trasmissione dei batteri patogeni.

Abiti dalla parte dell’ambiente quindi: i tessuti che si lavano da soli hanno applicazioni potenziali di grande impatto sulla vita di tutti i giorni limitando l’utilizzo della lavatrice e quindi quello di energia e acqua.

C’è poi Magic, un sistema tessile che rileva i segnali vitali, utilizzabile a riposo o durante un’attività fisica. Alla base c’è una maglia di cotone e lycra, con sensori tessili che misurano il respiro e l’attività elettrica del cuore 200 volte al secondo. Questi trasmettono i dati a un piccolo modulo elettronico che rileva movimenti e postura, memorizzando su scheda i segnali cardiografico e respiratorio (trasmissibili via Bluetooth a dispositivi esterni di sorveglianza).

I progetti sono tanti, e per celebrare il 150esimo dell’Unità ce n’è uno particolare, la realizzazione della copia di un indumento storico: la giubba garibaldina!

Il ritrovamento di alcune giubbe originali indossate dai garibaldini ha infatti ispirato la ricostruzione di questo particolare capo in mille esemplari, ed è stato come riprodurre qualcosa di estinto!

settembre 26, 2011   No Comments

Stazione Futuro e il quartiere ‘Case ricaricabili per tutti’: dove vivremo domani

Case ricaricabili per tuttiContinua la nostra scoperta della mostra Stazione Futuro che ci racconta le innovazioni tutte italiane che caratterizzeranno il nostro Paese nei prossimi anni, e il quartiere che affronteremo oggi si chiama ‘Case ricaricabili per tutti’.

Si parla della casa del futuro, che sembra già essere tra noi, una casa intelligente che produce l’energia che consuma, comunica con i suoi elettrodomestici ed è sempre in Rete.

E poi riusciremo anche a trasformare i palazzi delle città in piccole centrali di energia rinnovabile con delle tegole solari, delle pale eoliche da balcone, e utilizzare impianti geotermici!

Certamente cambieranno i materiali che useremo per costruire, come si può scoprire anche nel laboratorio della mostra ‘Materiali del futuro’, e anche il rapporto con gli oggetti grazie a grandi innovazioni nel campo della domotica, la scienza che si occupa dello studio delle tecnologie che possono migliorare la qualità della vita nella casa.

I nostri elettrodomestici saranno infatti in grado di rispondere ai nostri comandi anche a distanza e ci aiuteranno a vivere meglio, utilizzando meno energia e più sicurezza.

Scopriamo cosa succederà e dove vivremo in un futuro non troppo lontano!

Troviamo il progetto  della Casa 100K, ovvero una casa da 100mila euro: a basso costo, a misura di desiderio, a impatto ambientale ridotto che quest’anno diventa finalmente realtà a Lodi e segna alcune forti novità: il basso costo unito a una qualità dei materiali molto buona; il fatto di consumare l’energia prodotta; la forte personalizzazione degli ambienti privati e lo sfruttamento innovativo di tanti spazi comuni.

Abbiamo parlato poi di Tegole solari, che esisteranno davvero! Si tratta di tegole in ceramica che aiutano l’ambiente e rispettano anche il patrimonio paesaggistico: integrano un modulo fotovoltaico per ricavare energia dal sole senza stravolgere l’identità e l’aspetto di centri storici e borghi antichi.
In questo modo produrre energia solare riduce immensamente l’impatto estetico e paesaggistico di un impianto!

Troviamo poi Suite Home, una casa mobile realizzata con strutture riciclabili: flessibile, reversibile e adattabile alle necessità abitative come un alloggio permanente. Incorpora tecnologie domotiche per gestire e regolare al meglio finestre e impianti di climatizzazione, risparmiando così energia. Insomma una casa in piena regola, ma che si può anche spostare dove volete!

Ma i progetti dedicati a dove vivremo sono tanti, si parla di tanti tipi di case sostenibili e anche di progetti di rinascita urbana: solo a Stazione Futuro potrete scoprire come vivremo nel 2020.

settembre 20, 2011   No Comments

Stazione Futuro e il quartiere ‘Crearsi un lavoro’

Crearsi un lavoroStazione Futuro, la mostra di Esperienza Italia in scena alle OGR di Torino, in quanto dedicata al futuro dell’Italia, non può ignorare un fondamentale come quello del lavoro, e lo fa nel quartiere dal nome interessante ‘Crearsi un lavoro’.

Come si può fare? Grazie alla tecnologia! Ma alcuni si chiederanno come può aiutarci la tecnologia, che spesso i posti di lavoro li distrugge trasferendo mestieri che una volta necessitavano le mani dell’uomo alle macchine e ai robot.
La risposta non è una sola, perché le innovazioni tecnologiche possono aiutarci in molti modi, e nei prossimi anni ce ne accorgeremo sempre più.
E’ fondamentale in questa sfida cambiare mentalità, ad esempio le fabbriche, per non scomparire, dovranno legarsi ai centri di ricerca universitari per creare prodotti innovativi. Poi occorre passare dalla classica ricerca del posto fisso in un grande gruppo al tentativo di crearsi un’opportunità partendo solo dal proprio talento.
Oggi  infatti grazie alla rete le barriere, anche quelle economiche, per creare un’impresa sono molto più basse, e basta solo avere una buona idea. Inoltre, riguardo ai soldi necessari, solo dall’Unione Europea ogni anno arrivano più di due miliardi di euro di fondi per finanziare l’innovazione.
E scopriamo alcuni progetti, robot e non, racchiusi in questo quartiere.
Tra i robot troviamo Dust Cart Il Robot Spazzino, una rete di robot che sfrutta una nuova piattaforma tecnologica per migliorare la gestione dei rifiuti e l’igiene ambientale e Hydronet Il Robot Palombaro, un sistema composto da boe e robot di superficie, per monitorare le acque costiere. Analizza le acque fino a 50 m di profondità, con una struttura informatica di supervisione e gestione che prevede anche un’interfaccia per gli operatori.
Un altro spunto interessante è Arduino, un microprocessore grande come una carta di credito: un esempio di hardware collaborativo, collegabile al pc e pronto a essere “manomesso” per realizzare progetti creativi. È il più importante progetto di hardware open source del mondo: una scheda a basso costo per costruire oggetti intelligenti che facciano quasi tutto. Nel mondo sono 120mila gli Arduino ufficiali, ma il progetto vanta decine di tentativi di imitazione.
Viene poi portato l’esempio della Fabbrica Pirelli di Settimo Torinese, uno stabilimento tecnologicamente avanzato, ecosostenibile, a bassa richiesta di energia. Possiede un sistema robotizzato, MIRS, che consente agli operai di lavorare senza venire mai a diretto contatto con ciò che producono. E il suo processo di lavorazione della mescola (la materia prima con cui si fanno i pneumatici), il TSM, ha aumentato gli standard di qualità e affidabilità del passato.
In questo modo invece di chiudere la fabbrica trasferendo la produzione all’estero, Pirelli ha rilanciato grazie a un rapporto strettissimo con i ricercatori del Politecnico di Torino e a un progetto di vivibilità degli spazi firmato da Renzo Piano.
Ma anche in questo quartiere ci sono molte altre innovazioni da scoprire, legate ad un tema fondamentale per il Paese.
Ma anche in questo quartiere ci sono molte altre innovazioni da scoprire, legate ad un tema fondamentale per il Paese.

settembre 13, 2011   No Comments

Che succede?

Il post di oggi di Fred Wilson sembra scritto per l’Italia più che per qualsiasi altro Paese occidentale.

Signora Camusso, signori politici, è il caso di leggerlo e di risvegliarsi: qui pianeta terra 2011.

The most interesting piece in the New York Times yesterday was not David Carr’s hatchet job on Mike Arrington. It was the piece about problems at the US Postal Service:

The post office’s problems stem from one hard reality: it is being squeezed on both revenue and costs. As any computer user knows, the Internet revolution has led to people and businesses sending far less conventional mail. At the same time, decades of contractual promises made to unionized workers, including no-layoff clauses, are increasing the post office’s costs. Labor represents 80 percent of the agency’s expenses, compared with 53 percent at United Parcel Service and 32 percent at FedEx, its two biggest private competitors. Postal workers also receive more generous health benefits than most other federal employees.

Right there you have in a microcosm the issue facing most developed economies, particularly western europe and the US. We are undergoing a big time technological revolution that is disrupting big industries and big companies all over the place. And many of these big companies (and societies) have in place huge entitlements that make it impossible to operate them profitably.

The US Postal Service story is not a unique situation. It is the situation. And we are going to be living with this situation for many years to come. We are crossing a huge chasm from an industrial society to an information society.

settembre 7, 2011   No Comments

Stazione Futuro: La Dolce Vita, parliamo di salute

La Dolce Vita - Stazione FuturoStazione Futuro, la mostra che ci racconta il domani del nostro Paese alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, parla anche di noi e del nostro bene più prezioso, la salute, nel quartiere La Dolce Vita.

Come ci aiuteranno la tecnologia e il progresso nei prossimi anni?

Al giorno d’oggi vivere fino a 100 anni non è più un miracolo, ma arrivarci in buone condizioni di salute lo è ancora. Ed è questa la vera sfida che la medicina ha davanti.
Come sappiamo grazie alle notizie di attualità, le cellule staminali, che sono già al centro di molti progetti di ricerca, saranno anche nel futuro uno dei temi con cui fare i conti non solo nella scienza ma anche in politica.

Nei nostri laboratori poi sta già avendo luogo una ricerca promettente, quella sulla riproduzione delle ossa, dei tessuti e degli organi.

Un’altra ricerca importantissima poi è legata alla diagnostica per immagini per la prevenzione dei tumori che insieme alla terapia genica, potrà un giorno farci dire che abbiamo finalmente battuto il cancro.

Ma come sempre quando si parla di salute, un ruolo importante dovremo svolgerlo noi stessi adottando stili di vita più sani e sottoponendoci a più controlli.

E chissà, con la telemedicina per andare dal medico forse basterà accendere il televisore collegato a Internet… sembra già possibile!

Ma entriamo nel vivo di questo quartiere espositivo e scopriamo come potremo aiutare pazienti e ricercatori grazie all’innovazione made in Italy.

Troviamo B-free, una carrozzina ispirata all’idea di multifunzionalità: gli accessori ampliano la libertà di movimento dell’utilizzatore. Permette di giocare a tennis, affrontare gli sterrati, muoversi in spiaggia o sulla neve.
Proprio perché ideata da un designer-imprenditore in carrozzina, la B-Free sdrammatizza e demedicalizza l’inabilità motoria, modificando il concetto di “diversamente abile”.

Per aiutare le persone colpite da ictus, SLA e altre malattie degenerative dell’encefalo è allo studio Dream Brain, composto da un casco elettroencefalografico wireless e un net-book che identifica i bisogni del paziente (quali mangiare, bere, fare pipì…). Leggere il pensiero di chi non può parlare è oggi un traguardo che sembra alla nostra portata che potrebbe nettamente migliorare la qualità della vita di queste persone.

C’è poi il progetto Videocapsule Vectore: si tratta di capsule inghiottibili guidate via wi-fi che in questo modo non vagheranno passive nel corpo del paziente, ma si dirigeranno verso le aree che interessano il medico. Praticamente dei minirobot, che possono essere telecomandati fino all’area del corpo di interesse e compiono piccoli interventi chirurgici, rilasciano farmaci o tamponano emorragie.

Ma c’è molto altro da scoprire, un sistema innovativo di telesoccorso e telemonitoraggio, un bio-reattore per la medicina rigenerativa, un progetto per arrivare a riparazione e sostituzione di porzioni di osso grazie a biomateriali rivoluzionari… e altro ancora!

Quello legato alla salute e alla medicina è certamente un settore fondamentale in cui è importante continuare e sviluppare la ricerca, perché siamo noi stessi ad usufruirne in prima persona, migliorando il nostro stile di vita e quello dei nostri figli.

settembre 6, 2011   No Comments