Il paradigma di un futuro da costruire

Magistrale Nicola Pasini sulla Newsletter di oggi del CFP :

Lo schieramento liberale (in taluni paesi identificabile con quello conservatore) enfatizza l’esercizio dei diritti civili conferiti dallo stato nel difendere i diritti del cittadino nel contrattare liberamente con gli altri cittadini, con le imprese pubbliche e private e con la pubblica amministrazione.
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Nell’Europa occidentale, pur con modalità differenti a seconda dei diversi contesti nazionali, è ormai consolidato lo studio sugli indicatori di performance relativamente ai diversi settori: scuola, sanità, assistenza, previdenza, trasporti, beni pubblici quali acqua, gas, elettricità, altri servizi pubblici forniti direttamente dalla pubblica amministrazione centrale o dati in concessione dagli enti locali. L’attenzione è sempre più concentrata sulla dimensione della qualità del servizio pubblico e le risposte ai bisogni degli utenti nell’offerta dei servizi pubblici tengono conto, più che nel passato, dell’importanza delle domande specifiche alla luce di una maggiore partecipazione e capacità dell’utenza stessa nel definire il tipo di servizio e le diverse priorità.
Tuttavia, pur nella consapevolezza della profonda crisi dei sistemi universalistici di welfare e dell’incapacità del solo meccanismo di mercato di risolvere i problemi di benessere collettivo e di giustizia sociale, non si è ancora consolidato il nuovo ‘paradigma’ basato su di una maggiore autonomia degli attori individuali e collettivi, pubblici e privati, associati o meno: si tratta delwelfare societywelfare community.

Saranno, quindi, le situazioni concrete a verificare qual è l’assetto istituzionale migliore per l’erogazione e distribuzione di beni e servizi pubblici. In un periodo di welfare austerity, che sia questa la strada da percorrere? Agli utenti (sperimentatori attivi), l’ardua sentenza…



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