C’e’ solo l’Inter
Ricordo bene il giorno in cui decisi di tifare Inter.
Avevo cinque anni e mezzo e fu colpa di mia madre “non vorrai tifare per il Milan??? l’Inter e’ molto meglio!!” con la fiducia incondizionata che puo’ avere una bambina di quell’eta’ per la mamma, feci la mia scelta.
Non immaginavo certo che tifare Inter si sarebbe rivelata una scuola di vita.
Ricordo, pochi anni dopo, quel giorno dell’89 in cui – sempre con mia madre- bandiera in mano percorsi festeggiando tutta via Torino fino al Duomo.
Ma a parte quella fugace parentesi, tifare Inter ha rappresentato per tutta la mia adolescenza e gran parte della gioventu’ un atto di fede, un gesto di speranza stoica, a dispetto dell’evidenza: di fronte gli amici che ti sfottono, che si fanno beffe senza alcun rispetto per il tuo dolore, per la tua frustrata incredulita’, sbandierando i successi ripetuti delle loro squadre, non perdono occasione per rinfacciarti che all’Inter tutti i fenomeni diventano fenomeni al contrario.
Di fronte a tutto cio’ abbiamo imparato a mantenere un imperturbabile aplomb, guardare da un altra parte, dissimulare, continuando a credere, a sperare oltre ogni evidenza che l’occasione si sarebbe presentata. E rispondere, guardando lontano, fracristoforamente “….verra’ il giorno….!”
Altro era crederci, ovviamente: quante volte ho pensato di smettere di seguire il calcio e non ci sono riuscita!
Perche’ in fondo aveva qualcosa di terribilmente affascinante sentirsi eroi incompresi, sfortunati, ai margini della societa’ calcistica, ma fiduciosi oltre il buonsenso. E’ qualcosa che ha segnato nel profondo tutti gli interisti della mia generazione: la fedelta’ a oltranza, la speranza a dispetto di ogni evidenza.
Nel frattempo sono passati anni di tifo per la nazionale- dopo la coppa del mondo dell’82, quando mio nonno mi porto’ in Duomo a festeggiare- la finale di Pasadena e soprattutto quella di Berlino, che certo hanno regalato grandi consolazioni anche a noi Interisti.
E sono passati amori che sembravano tali e che invece erano calessi uno dietro l’altro: vogliamo nominare Ronaldo? o piu’ recentemente Ibra? o tutti gli allenatori-miracolo che si sono avvicendati su una panchina che sembrava stregata?
E invece no, non immaginavamo che il giorno tanto agognato sarebbe giunto per mano di un uomo che molti interisti all’inizio non amavano e guardavano con diffidenza (io l’ho amato da subito perche’ e’ un gran figo, al di la’ delle ragioni calcistiche) e attraverso i piedi di un campione straordinario e umile, che non ha mai avuto il ruolo di prima donna, ne’ ha mai giocato in squadre di grande visibilita’.
Due gol spettacolari, ieri sera, di quelli che ti sembra che siano nati da qualche parte nel tuo stomaco, non dal passaggio di un compagno, da tanto ti sembra di esser li con lui, che fa quei movimenti perfetti: due gol che fanno scatenare la follia, l’incredulita’, il pianto, lo shock.
E’ Grande Slam.
Nessuno di noi -quando da ragazzini sopportavamo sentendoci pierino gli scherzi deli amici- ha mai osato sognare tanto, tre titoli inanellati a ritmo di corazzata in qualche settimana, in un crescendo costante di aspettative, meritatissimi e sudati – tutti – con pari determinazione e impegno.
Dopo anni di scuola di vita, l’Inter ha saputo regalarci la lezione finale: che in fondo al tunnel c’e’ la luce, che non bisogna mai mollare, neanche di fronte all’evidenza.
La notte che ha vissuto Milano – festa e delirio nelle strade, persone che si abbracciano ebbre di gioia e di incredulita’- compensa ogni lacrima, ogni cocente delusione, ogni umiliazione ingoiata e regala molto molto di piu’: la consapevolezza che il giorno, alla fine, arriva.
Una notte che ho vissuto -tra canti e lacrime- per le strade di Milano con mia madre: un cerchio che si chiude.
Grazie mamma, per avermi fatto scegliere l’Inter, tanti anni fa.
Nessun’altra squadra al mondo avrebbe potuto regalarmi una gioia cosi’ immensa.
C’e’ solo l’Inter.



4 comments
io sono milanista, per così dire, ma vivo in una famiglia di milanisti accaniti.storie come la tua , e foto come la tua però, mettono di buon umore a prescindere dalle bandiere…:D
(se per la politica ci si inventasse una champion league, penso che prima o poi riusciremmo a tirar fuori qualcosa di buono pure li..:D)
siete bellissime!!!!!!
Fantastico testo!!!
GRANDE LINNEA!!!
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