Stazione Futuro: La Dolce Vita, parliamo di salute

La Dolce Vita - Stazione FuturoStazione Futuro, la mostra che ci racconta il domani del nostro Paese alle Officine Grandi Riparazioni di Torino, parla anche di noi e del nostro bene più prezioso, la salute, nel quartiere La Dolce Vita.

Come ci aiuteranno la tecnologia e il progresso nei prossimi anni?

Al giorno d’oggi vivere fino a 100 anni non è più un miracolo, ma arrivarci in buone condizioni di salute lo è ancora. Ed è questa la vera sfida che la medicina ha davanti.
Come sappiamo grazie alle notizie di attualità, le cellule staminali, che sono già al centro di molti progetti di ricerca, saranno anche nel futuro uno dei temi con cui fare i conti non solo nella scienza ma anche in politica.

Nei nostri laboratori poi sta già avendo luogo una ricerca promettente, quella sulla riproduzione delle ossa, dei tessuti e degli organi.

Un’altra ricerca importantissima poi è legata alla diagnostica per immagini per la prevenzione dei tumori che insieme alla terapia genica, potrà un giorno farci dire che abbiamo finalmente battuto il cancro.

Ma come sempre quando si parla di salute, un ruolo importante dovremo svolgerlo noi stessi adottando stili di vita più sani e sottoponendoci a più controlli.

E chissà, con la telemedicina per andare dal medico forse basterà accendere il televisore collegato a Internet… sembra già possibile!

Ma entriamo nel vivo di questo quartiere espositivo e scopriamo come potremo aiutare pazienti e ricercatori grazie all’innovazione made in Italy.

Troviamo B-free, una carrozzina ispirata all’idea di multifunzionalità: gli accessori ampliano la libertà di movimento dell’utilizzatore. Permette di giocare a tennis, affrontare gli sterrati, muoversi in spiaggia o sulla neve.
Proprio perché ideata da un designer-imprenditore in carrozzina, la B-Free sdrammatizza e demedicalizza l’inabilità motoria, modificando il concetto di “diversamente abile”.

Per aiutare le persone colpite da ictus, SLA e altre malattie degenerative dell’encefalo è allo studio Dream Brain, composto da un casco elettroencefalografico wireless e un net-book che identifica i bisogni del paziente (quali mangiare, bere, fare pipì…). Leggere il pensiero di chi non può parlare è oggi un traguardo che sembra alla nostra portata che potrebbe nettamente migliorare la qualità della vita di queste persone.

C’è poi il progetto Videocapsule Vectore: si tratta di capsule inghiottibili guidate via wi-fi che in questo modo non vagheranno passive nel corpo del paziente, ma si dirigeranno verso le aree che interessano il medico. Praticamente dei minirobot, che possono essere telecomandati fino all’area del corpo di interesse e compiono piccoli interventi chirurgici, rilasciano farmaci o tamponano emorragie.

Ma c’è molto altro da scoprire, un sistema innovativo di telesoccorso e telemonitoraggio, un bio-reattore per la medicina rigenerativa, un progetto per arrivare a riparazione e sostituzione di porzioni di osso grazie a biomateriali rivoluzionari… e altro ancora!

Quello legato alla salute e alla medicina è certamente un settore fondamentale in cui è importante continuare e sviluppare la ricerca, perché siamo noi stessi ad usufruirne in prima persona, migliorando il nostro stile di vita e quello dei nostri figli.

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