Stazione Futuro: ‘La terza pelle’, gli abiti del domani

La terza pelleA Stazione Futuro, la mostra dedicata all’innovazione ‘made in Italy’ che caratterizzerà il nostro futuro, non si parla solo di salute, mobilità, abitazioni, ma anche di… abbigliamento.

E’ il quartiere denominato ‘La terza pelle’, che racconta un settore che sta per essere certamente rivoluzionato dall’innovazione tecnologica: il tessile.

Presto infatti proveremo letteralmente ‘sulla nostra pelle’ le grandi potenzialità delle nanotecnologie.

Gli abiti avranno proprietà molto particolari e utili: magliette che si smacchiano semplicemente attraverso l’esposizione al sole, altre che monitorano lo stato di salute di chi le indossa, oppure altre ancora che potranno trasmettere un abbraccio a una persona cara lontana.

I brevetti in mostra sono tutti italiani e mostrano la volontà del nostro Paese di restare protagonista nel settore del tessile.

E allora scopriamo Hug Shirt, la maglietta elastica, con dei sensori e attuatori applicati al tessuto che si collegano via Bluetooth al telefono di chi la indossa, rendendo possibile scambiarsi abbracci virtuali: gli impulsi trasmessi agli attuatori della maglietta riproducono una stretta affettuosa. Se anche chi invia l’abbraccio ha una Hug Shirt, sfiorandola o “abbracciandosi” si farà sentire da qualcuno che si trova anche molto lontano. Altrimenti può sempre trasmettere quella sensazione grazie a comandi sms.

I tessili che si ripuliscono e igienizzano alla luce del sole sono invece i Tessuti Ceramizzati. La ceramizzazione consiste nell’applicazione di una pellicola ultrasottile di ossido di titanio che mantiene la traspirabilità, il colore del substrato in tessuto. Esposto ai raggi ultravioletti, il rivestimento scompone le sostanze organiche depositate sulla superficie, trasformandole in acqua e anidride carbonica. Oltre a ridurre inquinanti e cattivi odori, l’uso di questo prodotto frenerà la trasmissione dei batteri patogeni.

Abiti dalla parte dell’ambiente quindi: i tessuti che si lavano da soli hanno applicazioni potenziali di grande impatto sulla vita di tutti i giorni limitando l’utilizzo della lavatrice e quindi quello di energia e acqua.

C’è poi Magic, un sistema tessile che rileva i segnali vitali, utilizzabile a riposo o durante un’attività fisica. Alla base c’è una maglia di cotone e lycra, con sensori tessili che misurano il respiro e l’attività elettrica del cuore 200 volte al secondo. Questi trasmettono i dati a un piccolo modulo elettronico che rileva movimenti e postura, memorizzando su scheda i segnali cardiografico e respiratorio (trasmissibili via Bluetooth a dispositivi esterni di sorveglianza).

I progetti sono tanti, e per celebrare il 150esimo dell’Unità ce n’è uno particolare, la realizzazione della copia di un indumento storico: la giubba garibaldina!

Il ritrovamento di alcune giubbe originali indossate dai garibaldini ha infatti ispirato la ricostruzione di questo particolare capo in mille esemplari, ed è stato come riprodurre qualcosa di estinto!

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